Artrosi: sintomi, cause, diagnosi e trattamento.
L’artrosi, o osteoartrosi, viene spesso descritta come una semplice conseguenza dell’usura” delle articolazioni. In realtà è una patologia molto più complessa, che può coinvolgere non soltanto la cartilagine, ma l’intera articolazione. Osso subcondrale, membrana sinoviale, capsula, muscoli e strutture periarticolari partecipano al processo. Per questo l’artrosi non dovrebbe essere interpretata soltanto osservando una radiografia, ma valutando sintomi, funzionalità e condizioni generali della persona.
Quali sono i sintomi dell’artrosi?
I sintomi possono essere molto diversi da una persona all’altra. Tra i più frequenti troviamo dolore durante o dopo il movimento, rigidità articolare, riduzione della mobilità e difficoltà nello svolgere alcune attività quotidiane.
Possono inoltre comparire crepitii, gonfiore e, nelle forme più avanzate, modificazioni della forma dell’articolazione.
Ginocchia, anche, mani e colonna vertebrale sono tra le sedi più frequentemente interessate.
È importante, però, non attribuire automaticamente ogni dolore articolare all’artrosi: tendini, muscoli, borse, nervi e altre patologie possono provocare sintomi simili.
Artrosi e radiografia: il dolore non sempre corrisponde alle immagini
Un concetto particolarmente importante riguarda il rapporto tra artrosi radiografica e dolore.
Una radiografia può evidenziare riduzione dello spazio articolare, osteofiti e modificazioni dell’osso, ma l’entità di queste alterazioni non corrisponde necessariamente all’intensità dei sintomi.
Alcune persone presentano alterazioni radiografiche importanti ma pochi disturbi; altre possono avere dolore e limitazioni significative nonostante modificazioni radiologiche meno marcate.
In altre parole, non si cura una radiografia: si cura la persona.
Perché si sviluppa l’artrosi?
L’età rappresenta un importante fattore di rischio, ma non è l’unico.
Possono contribuire predisposizione genetica, precedenti traumi articolari, sovrappeso e obesità, caratteristiche anatomiche, determinate attività lavorative o sportive e alcune patologie metaboliche o articolari.
L’artrosi, quindi, non dovrebbe essere considerata semplicemente una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento.
Come viene diagnosticata l’artrosi?
La valutazione parte dalla storia clinica e dall’esame obiettivo.
Il medico considera caratteristiche del dolore, rigidità, mobilità, forza muscolare, stabilità dell’articolazione e conseguenze dei sintomi sulle normali attività.
Gli esami di imaging, a partire dalla radiografia quando indicata, possono fornire informazioni importanti, ma devono essere interpretati insieme al quadro clinico.
In situazioni selezionate possono essere necessari ulteriori approfondimenti per escludere altre cause del dolore.
Artrosi: meglio il movimento o il riposo?
La convinzione che un’articolazione artrosica debba essere utilizzata il meno possibile è spesso sbagliata.
L’attività fisica e l’esercizio terapeutico rappresentano componenti fondamentali della gestione dell’artrosi, naturalmente quando adattati alle condizioni e alle capacità della singola persona.
Il rinforzo muscolare può contribuire a sostenere meglio l’articolazione, mentre il lavoro sulla mobilità e l’attività aerobica possono favorire il mantenimento della funzione.
L’obiettivo non è “consumare meno” l’articolazione restando immobili, ma trovare il livello e il tipo di movimento più appropriati.
Peso corporeo e salute delle articolazioni
Quando è presente sovrappeso, una riduzione del peso può essere particolarmente utile soprattutto nell’artrosi degli arti inferiori.
Il beneficio non riguarda soltanto il carico meccanico esercitato su ginocchia e anche: il tessuto adiposo è metabolicamente attivo e può influenzare diversi processi biologici dell’organismo.
Alimentazione, attività fisica e controllo del peso diventano quindi parte di una strategia complessiva.
Farmaci, infiltrazioni e integratori
I farmaci antidolorifici e antinfiammatori possono avere un ruolo nel controllo dei sintomi, ma la scelta deve considerare età, condizioni cliniche, altri farmaci assunti e possibili effetti indesiderati.
In alcuni pazienti possono essere valutati trattamenti infiltrativi o altre procedure, sulla base dell’articolazione interessata e del quadro clinico.
Anche gli integratori meritano attenzione. Prodotti come glucosamina, condroitina e numerosi preparati commercializzati per le articolazioni non hanno tutti lo stesso livello di evidenza scientifica.
La definizione “naturale” non garantisce automaticamente né efficacia né assenza di effetti collaterali.
Quando può essere necessario l’intervento chirurgico?
La presenza di artrosi alla radiografia non significa automaticamente dover ricorrere a un intervento chirurgico.
La chirurgia può essere presa in considerazione nelle forme avanzate quando dolore e perdita di funzione diventano importanti e le strategie conservative adeguatamente utilizzate non permettono più un controllo soddisfacente dei sintomi.
Anche in questo caso la decisione deve basarsi sulla persona e non soltanto sull’immagine radiologica.
Artrosi: l’obiettivo è mantenere movimento e autonomia
Oggi la gestione dell’artrosi dovrebbe essere considerata un percorso personalizzato.
Educazione, movimento, esercizio terapeutico, controllo del peso quando necessario e trattamenti farmacologici o specialistici selezionati possono contribuire a controllare i sintomi e, soprattutto, a preservare la funzione.
L’obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma permettere alla persona di continuare a muoversi, mantenere l’autonomia e proteggere la propria qualità di vita.
Dr Fabrizio Marrone, Farmacista esperto in Nutraceutica