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I virus non attaccano il DNA: attaccano l’energia cellulare

Approccio metabolico ed energetico alle infezioni virali La visione classica delle infezioni virali descrive i virus come semplici pacchetti di RNA o DNA capaci di mutare e replicarsi all’interno delle cellule. Questa interpretazione, pur corretta sul piano molecolare, oggi risulta riduttiva. Le evidenze più recenti in ambito di biologia cellulare e virologia mostrano che i virus agiscono come ingegneri metabolici, capaci di riprogrammare la cellula ospite soprattutto dal punto di vista biochimico ed energetico. I virus non cercano il nostro DNA. Cercano la nostra energia.

12/01/2026 11:34:00 | parafarmaciaovf

Infezioni virali e crisi energetica cellulare

I sintomi più comuni associati alle infezioni virali, come stanchezza profonda, astenia, debolezza muscolare, nebbia mentale e disturbi del sonno, non sono esclusivamente il risultato della presenza del virus. Rappresentano piuttosto il segnale di un collasso del metabolismo energetico cellulare.

Il vero campo di battaglia non è la cromatina o la sola epigenetica. È la gestione di tre elementi chiave:

  • ferro

  • ossigeno

  • mitocondri

I virus non possiedono mitocondri e non sono in grado di produrre ATP. Per replicarsi devono quindi sabotare e sfruttare i mitocondri della cellula ospite, spegnendo i meccanismi che permettono una risposta antivirale efficace.


Il ruolo centrale del ferro nella replicazione virale

Il ferro è un minerale essenziale per la vita, ma rappresenta anche un fattore limitante della replicazione virale. Tutti i virus, così come batteri e parassiti, dipendono dal ferro per sostenere i processi metabolici necessari alla duplicazione.

Il ferro è indispensabile per:

  • sintesi dei nucleotidi e duplicazione del genoma

  • attività delle RNA-polimerasi

  • funzionamento dei mitocondri e produzione di ATP

Durante un’infezione, l’organismo attiva un antico meccanismo di difesa chiamato nutritional immunity, che consiste nel sequestrare il ferro per renderlo indisponibile ai patogeni. Integrare ferro senza una reale carenza documentata può quindi favorire inconsapevolmente la replicazione virale.

Lattoferrina e controllo del ferro

La lattoferrina è una proteina naturalmente presente nelle secrezioni mucose, nel latte e nei neutrofili. La sua funzione non è quella di “uccidere” i virus, ma di regolare la biodisponibilità del ferro.

La lattoferrina lega il ferro con elevata affinità, sottraendolo all’ambiente extracellulare e rendendolo non utilizzabile dai virus, senza compromettere il metabolismo cellulare. Studi scientifici mostrano una riduzione dell’ingresso e della replicazione di diversi virus, tra cui herpesvirus, virus influenzali e SARS-CoV-2, attraverso questo meccanismo metabolico.


Ossido nitrico, ipossia funzionale e mitocondri

Durante l’infezione virale il sistema immunitario aumenta la produzione di ossido nitrico (NO). Questa molecola svolge un ruolo difensivo, ma un suo eccesso provoca effetti collaterali rilevanti.

L’ossido nitrico in eccesso:

  • inibisce la catena respiratoria mitocondriale

  • riduce l’utilizzo dell’ossigeno

  • spinge la cellula verso una glicolisi inefficiente

Il risultato è una condizione di ipossia funzionale, in cui l’ossigeno è presente nel sangue ma non viene utilizzato correttamente. Da qui originano astenia, sonnolenza, debolezza e nebbia mentale. Non si tratta solo di infiammazione, ma di un vero blackout energetico.

Molti virus inducono inoltre frammentazione mitocondriale e blocco della fosforilazione ossidativa, spegnendo la produzione di ATP per impedire una risposta antivirale efficace.


Polifenoli, glutatione e supporto mitocondriale

La strategia biologica più efficace non è eliminare completamente l’ossido nitrico, ma modularne l’eccesso che danneggia i mitocondri. In questo contesto, polifenoli e flavonoidi svolgono un ruolo fondamentale.

Queste molecole non attaccano direttamente il virus, ma agiscono sul terreno metabolico:

  • riducono l’eccesso di ossido nitrico

  • limitano lo stress ossidativo

  • proteggono la funzionalità mitocondriale

  • favoriscono una produzione energetica più efficiente

Il glutatione rappresenta il principale sistema di difesa contro lo stress nitrosativo. La sua sintesi è sostenuta da precursori come NAC, glicina e selenio, fondamentali per mantenere l’equilibrio redox cellulare durante le infezioni.


Virus latenti, energia e patologie croniche

Molti virus endogeni latenti, come Epstein-Barr, citomegalovirus e herpesvirus, possono riattivarsi quando il sistema immunitario è indebolito. Queste riattivazioni sottraggono energia alle cellule e sono state correlate a numerose condizioni croniche.
Il denominatore comune non è solo la presenza del virus, ma la perdita di efficienza energetica cellulare.


Conclusione: la malattia virale come crisi energetica

La malattia virale non è esclusivamente un problema di carica virale. È una crisi energetica cellulare caratterizzata da:

  • sequestro del ferro

  • ridotto utilizzo dell’ossigeno

  • silenziamento dei mitocondri

Lattoferrina, NAC, vitamina D3, polifenoli e flavonoidi non devono essere considerati “rimedi alternativi”, ma modulatori metabolici che agiscono su meccanismi biologici profondi e ancestrali.

Chi controlla il ferro e l’energia cellulare controlla la replicazione virale.
Ed è lì che i virus combattono davvero.

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Dr. Fabrizio Marrone
Farmacista esperto in nutraceutica ed epigenetica