Ogni giorno, attraverso alimentazione, respirazione, sonno, stress e attività fisica, inviamo segnali chimici ai nostri geni. Esiste però un “cavo di comunicazione” centrale, spesso sottovalutato, che orchestra questa rete di segnali: il nervo vago.
Il nervo vago: regista del parasimpatico
Il nervo vago è il principale asse del sistema nervoso parasimpatico, il sistema della calma e del recupero. Quando è attivo, l’organismo entra in una condizione favorevole alla riparazione cellulare e all’equilibrio metabolico. La frequenza cardiaca si riduce, l’infiammazione si attenua, la digestione migliora e il corpo passa dalla modalità “sopravvivenza” alla modalità “rigenerazione”.
Il punto chiave, oggi supportato da numerose evidenze scientifiche, è che il nervo vago comunica direttamente con i mitocondri.
Nervo vago e mitocondri: il legame tra calma ed energia
L’attivazione parasimpatica riduce lo stress ossidativo mitocondriale, migliora l’efficienza della produzione di ATP e modula i segnali epigenetici legati all’infiammazione. In termini pratici, uno stato di calma neurovegetativa migliora l’energia cellulare.
Al contrario, lo stress cronico mantiene l’organismo in iperattivazione simpatica, con cortisolo elevato, infiammazione persistente e aumento dei radicali liberi. I mitocondri, esposti a questo ambiente, riducono la loro efficienza. Il risultato è una condizione che si manifesta con stanchezza cronica, peggior controllo glicemico, aumento del rischio cardiovascolare e accelerazione dei processi di invecchiamento. Non si tratta di psicologia, ma di biochimica mitocondriale.
Epigenetica: il ponte tra sistema nervoso e geni
I mitocondri non producono solo energia. Generano anche segnali che raggiungono il nucleo cellulare e modulano l’espressione genica attraverso meccanismi epigenetici come metilazione e acetilazione. Quando il nervo vago è attivo, si riducono i segnali pro-infiammatori e migliorano i pattern epigenetici legati alla risposta allo stress.
La mente non “cura” il corpo.
Lo informa, attraverso vie neuro-metaboliche precise.
Microbiota e mitocondri: chi governa davvero l’energia
L’energia non dipende da un singolo organo, ma da una rete integrata che coinvolge intestino, mitocondri, sistema immunitario ed epigenetica. Questa rete è oggi definita asse microbiota–mitocondri, ed è centrale anche nella prevenzione cardiovascolare.
Il microbiota intestinale produce metaboliti capaci di sostenere o danneggiare la funzione mitocondriale. Alcuni favoriscono l’equilibrio energetico e vascolare, altri, in contesti di disbiosi, aumentano il rischio cardiometabolico. Tra questi ultimi, il TMAO e i lipopolisaccaridi (LPS) rappresentano due segnali critici.
LPS, intestino e infiammazione mitocondriale
I lipopolisaccaridi sono componenti della parete dei batteri Gram-negativi. In condizioni fisiologiche restano confinati nell’intestino, ma quando la barriera intestinale è compromessa entrano in circolo, generando una condizione definita endotossinemia metabolica.
I LPS attivano potentemente il sistema immunitario innato, aumentano lo stress ossidativo e mantengono il sistema nervoso in stato di allerta. I mitocondri sono particolarmente vulnerabili a questi segnali infiammatori: la catena respiratoria perde efficienza, aumenta la produzione di ROS e la biogenesi mitocondriale viene alterata. Meno ATP significa più infiammazione e minore capacità di adattamento.
Perché il cuore è il primo organo a soffrire
Il cuore è l’organo con il più alto consumo energetico e la maggiore densità mitocondriale. Quando i mitocondri sono infiammati, il muscolo cardiaco perde efficienza, peggiora la funzione endoteliale e aumenta il rischio cardiovascolare. Il cuore non si ammala solo per il colesterolo, ma per una infiammazione mitocondriale cronica che spesso nasce nell’intestino.
Epigenetica dei mitocondri: biochimica, non magia
I segnali infiammatori derivanti da disbiosi e LPS modificano l’espressione genica, programmando i mitocondri verso uno stato difensivo. La genetica non cambia, ma cambia il modo in cui viene letta. È questo il cuore dell’epigenetica.
Attraverso stile di vita, nutrizione mirata e supporto nutraceutico, è possibile influenzare la qualità del metabolismo energetico e dello stress ossidativo, soprattutto in contesti di vita sedentaria, stress cronico e sonno insufficiente.
Il messaggio chiave
Non è solo un problema di colesterolo, né solo di genetica. È un problema di segnali metabolici che partono dall’intestino, raggiungono i mitocondri e influenzano l’espressione genica.
Un microbiota in equilibrio protegge i mitocondri. Mitocondri sani proteggono il cuore.
La genetica carica la pistola.
L’epigenetica preme il grilletto.
Scegliere calma, movimento, nutrizione corretta e supporto mitocondriale significa scegliere energia, adattamento allo stress e prevenzione cardiovascolare.
Dr. Fabrizio Marrone – Farmacista esperto in nutraceutica
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