Deplezione del coenzima Q10 e danni irreversibili
Statine e via del mevalonato: il vero problema biologico Il vero scandalo delle statine non è il colesterolo, ma l’interruzione della via del mevalonato, una via biochimica fondamentale non solo per la sintesi del colesterolo, ma per la produzione di molecole essenziali alla vita cellulare. Da questa via dipendono il coenzima Q10, i dolicoli necessari alla sintesi proteica e all’integrità delle meningi, lo squalene da cui derivano testosterone ed estrogeni, oltre a precursori di vitamina D3, vitamina E e vitamina K2, e a numerosi terpeni indispensabili per mitocondri, neuroni, sistema immunitario ed equilibrio ormonale.
Bloccando l’enzima HMG-CoA reduttasi, le statine non si limitano ad abbassare il colesterolo plasmatico: compromettono la produzione energetica cellulare, agendo direttamente sui mitocondri.
Coenzima Q10 e funzione mitocondriale
Il coenzima Q10 non è un semplice antiossidante. È un elemento chiave della fosforilazione ossidativa, il processo che consente ai mitocondri di produrre ATP. La sua carenza si traduce in una riduzione drastica dell’energia cellulare, con conseguenze sistemiche che coinvolgono muscoli, cuore, sistema nervoso e difese immunitarie.
In assenza di adeguati livelli di coenzima Q10 si osservano perdita di forza muscolare, ridotta contrattilità cardiaca, degenerazione neuronale, collasso dell’immunità, aumento dello stress ossidativo e ossidazione dei grassi, che da fonte energetica diventano sostanze tossiche per la cellula.
Effetti collaterali delle statine: una lettura mitocondriale
Mialgie, miopatie, fibromialgia, scompenso cardiaco, astenia cronica, neuropatie e disturbi cognitivi rappresentano i principali effetti collaterali associati all’uso delle statine. Non si tratta di eventi casuali, ma dell’espressione clinica di mitocondri energeticamente deprivati.
Colesterolo: funzione biologica e falsa demonizzazione
Il colesterolo non è il nemico. È un componente strutturale essenziale delle membrane cellulari, protegge i neuroni, stabilizza le cellule ed è il precursore biologico di vitamina D, vitamina E e ormoni steroidei come testosterone, DHEA e progesterone. La vera patologia cardiovascolare è rappresentata dall’LDL ossidata in un ambiente infiammato, non da un valore elevato di colesterolo in sé.
Una persona con colesterolo totale basso ma elevato stress ossidativo presenta un rischio cardiovascolare maggiore rispetto a chi ha colesterolo alto ma basso livello di ossidazione, poiché solo il colesterolo ossidato partecipa alla formazione della placca aterosclerotica.
Perché le statine aumentano il rischio biologico
L’aumento del rischio biologico legato alle statine deriva da più meccanismi simultanei: la riduzione del coenzima Q10 favorisce l’aumento dei ROS, la diminuzione dei dolicoli compromette la sintesi proteica, la riduzione dello squalene altera l’integrità delle membrane cellulari e la carenza di mevalonato indebolisce il sistema immunitario. Non sorprende quindi l’aumento di mortalità osservato negli anziani con colesterolo troppo basso, associato a maggiore incidenza di Alzheimer, Parkinson e scompenso cardiaco, condizioni legate a deficit di steroli e Q10 a livello cerebrale.
Riso rosso fermentato: una statina naturale
Anche il riso rosso fermentato agisce come una statina, poiché contiene lovastatina vegetale. La via biochimica bloccata è la stessa e identica è la deplezione di coenzima Q10. Naturale non significa sicuro, soprattutto in assenza di una corretta integrazione mitocondriale.
Metabolismo cardiaco, grassi e stress ossidativo
Il cuore utilizza prevalentemente acidi grassi come fonte energetica, in particolare EPA e DHA. Tuttavia, se questi grassi non sono adeguatamente protetti, l’ossidazione li trasforma in molecole tossiche. Gli omega 3, per la loro struttura chimica, sono altamente suscettibili all’ossidazione e necessitano sempre di un adeguato supporto antiossidante, in particolare con vitamine liposolubili e astaxantina, capace di attraversare la barriera ematoencefalica e proteggere i neuroni.
Vera prevenzione cardiovascolare: approccio integrato
La prevenzione cardiovascolare efficace non consiste nell’abbassare il colesterolo, ma nel ridurre infiammazione, stress ossidativo e disfunzione mitocondriale. Questo approccio si basa su un supporto mirato che includa coenzima Q10 in forma ubiquinolo, PQQ, carnitina, acido alfa-lipoico, vitamina E, omega 3 protetti, riduzione degli zuccheri raffinati e un’adeguata rigenerazione epatica.
Un eccesso di zuccheri aumenta l’insulina e stimola la desaturasi-5, favorendo la produzione di acido arachidonico e mediatori pro-infiammatori. Al contrario, una dieta proteica ricca di omega 3 a lunga catena riduce l’infiammazione e favorisce la produzione di mediatori antinfiammatori. Pochi zuccheri, insulina bassa, stress ridotto, grassi buoni di origine vegetale e consumo di pesce azzurro di piccola taglia rappresentano una strategia nutrizionale orientata alla longevità.
Conclusione biologica
Le statine non curano il cuore. Lo privano della sua energia vitale.
Il coenzima Q10 non è un semplice integratore, ma la vera corrente elettrica delle cellule. Senza di esso il cuore batte, ma non vive.
L’ubiquinolo è la forma attiva e biodisponibile del coenzima Q10. Nelle persone in terapia con statine è consigliata un’integrazione di almeno 120 mg di puro ubiquinolo OVF.
Dr. Fabrizio Marrone
Farmacista esperto in nutraceutica ed epigenetica
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