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Quale rapporto c tra Vitamina D3 e Colesterolo?

Quale rapporto c tra Vitamina D3 e Colesterolo?

Vitamina D3 e Colesterolo: quale rapporto intercorre? Ecco un resoconto approfondito di Parafarmacia OVF

06/09/2022 12:36:00 | parafarmaciaovf

Colesterolo + Raggi UV = Vitamina D3

È risultato che chi è carente di vitamina D3 è in eccesso di colesterolo.

Sembra che il corpo che non sia stupido e autoproduce entrambi dicendo: “Io ti produco più colesterolo per difendere le membrane biologiche da insulti come virus e batteri, tu esponiti al sole che ho bisogno di vitamina D3”.

L’evidenza epidemiologica ha dimostrato che c’è una relazione inversa tra i livelli circolanti di 25 (OH) D e i biomarcatori del rischio cardiovascolare.

Ricercatori e medici scientifici hanno effettuato una analisi trasversale e longitudinale per valutare il rapporto tra 25 (OH) D e i lipidi nel sangue. A partire da 4.06 milioni di cartelle cliniche registrate che hanno incluso test per il 25(OH)D e il quadro lipidico tra il 2009 e il 2011. 107. 811 pazienti registrati avevano contemporaneamente due o più test per 25(OH)D, il quadro lipidico e test del glucosio da quattro e 26 settimane di distanza. Pazienti con concentrazioni <20 ng/mL di 25(OH)D sono stati considerati vitamina D carente mentre quelli con livelli >30 ng / mL sono stati considerati avere livelli ottimali. I pazienti con livelli ottimali di vitamina D avevano livelli di colesterolo totale 1,9 mg / dL , inferiore rispetto ai pazienti che erano carenti di vitamina D.

 

Inoltre, i livelli di colesterolo LDL e i livelli di trigliceridi erano 4,5 mg/dL e 7,5 mg/dL più bassi tra i pazienti con livelli ottimali di vitamina D, mentre i livelli di colesterolo HDL era più alto di 4,8 mg/dL. Tutte le differenze erano statisticamente significative.

Partendo dalla sintesi endogena di Colesterolo insieme all’integrazione di Vitamina D3 e Vitamina A il nostro corpo produce ormoni importanti come Testosterone, Dhea, Progesterone, Serotonina ecc. La Vitamina D3 svolge un importante ruolo nella formazione e nel rafforzamento delle ossa e del sistema immunitario. Il suo ruolo nel mantenimento dell’omeostasi ossea si esplica attraverso l’azione della forma attiva 1,25-(OH)2-colecalciferolo che favorisce: l’assorbimento del Calcio nell’intestino, il riassorbimento di Calcio e Fosforo da parte del tubulo contorto prossimale, la deposizione del calcio a livello del tessuto osseo, la mobilitazione del calcio dalle ossa, l’attivazione sistema immunitario regolazione ormonale, ecc.

 

Carenze

Oltre a sicuramente riequilibrare lo stile di vita, l’attività fisica e la nostra alimentazione, è opportuno dosare i livelli di vitamina D3 del sangue e valutare, insieme al proprio medico, se esistono le condizioni di sufficienza o insufficienza di vitamina D3. Attraverso un’analisi del sangue è possibile valutare eventuali carenze di vitamina D: il range ottimale per la salute è tra 30 e 50 ng/ml. Una quantità di vitamina D tra 80 e 100 ng/ml è importante anche per patologie cardiache fino alla prevenzione tumorale. Una carenza di vitamina D3 può evidenziarsi in persone con una inadeguata mineralizzazione dello scheletro come, ad esempio, il rachitismo nei bambini (già visibile tra i 4 e i 24 mesi di età) e l’osteomalacia negli adulti.

Bassi livelli di vitamina D3 potrebbero portare ad una maggiore incidenza di malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, il Lupus e il diabete.

La carenza di vitamina D3, infatti, potrebbe ostacolare il buon funzionamento del sistema immunitario portando alla comparsa di malattie legate ad esso. Inoltre, chi ha livelli bassi di vitamina D ha un rischio maggiore di sviluppare coronaropatie e Alzheimer. Interessante anche la correlazione tra livelli di vitamina D3 bassi e stati depressivi. La vitamina D, infatti, stimola la produzione di serotonina, e dopamina, gli ormoni della felicità e benessere psicofisico. É molto difficile che si possa arrivare ad uno stato di eccessiva assunzione di calciferolo con la dieta, è invece possibile un’intossicazione a seguito di somministrazioni di dosi patologiche di vitamina D a scopo terapeutico.

Il dosaggio di vitamina D giornaliero varia quindi da persona a persona e dipende anche dall’esposizione ai raggi solari, che ne incrementa la sintesi e l’assorbimento attraverso il colesterolo. Se una persona segue già di per sé una dieta ricca di vitamina D ed espone la pelle a minimo un quarto d’ora di raggi solari al giorno, circa 1000 / 2000 UI quotidiani sono sufficienti. In altri casi, ovvero patologie, carenze, impossibilità di esporsi al sole, la dose di vitamina D da assumere potrebbe anche essere maggiore, superiore ai 2.000 UI. Fino a 10000UI. In questi casi è fondamentale aumentare l’assunzione della vitamina K2 mk7 che ha la funzione di far attivare la D3 in forma attiva e spostare il calcio alle ossa e toglierlo dai reni e arterie dove potrebbe diventare molto pericoloso.

 

Colesterolo + Vitamina D3 = Testosterone ormone del benessere estrogeni = ormoni amici del colesterolo cattivo

Nell’organismo maschile gli estrogeni possono rappresentare un importante fattore di rischio cardiovascolare. In particolare, livelli elevati di uno di questi ormoni, l’estradiolo, sono stati associati a un aumento del colesterolo cattivo (il cosiddetto LDL) e a una riduzione di quello buono (l’HDL). Un aumento dei livelli di estrone, un altro estrogeno, è invece stato associato a un aumento sia del colesterolo totale che di quello cattivo. Il maggior rischio cardiovascolare cui sono esposti alcuni uomini potrebbe quindi dipendere da livelli di ormoni sessuali associati a un aumento del colesterolo LDL, quello pericoloso per la salute, e alla diminuzione del colesterolo HDL, che invece aiuta a proteggere cuore e arterie.

Il legame tra colesterolo e ormoni

In effetti quello tra colesterolo e ormoni sessuali è un legame molto stretto. Sia gli estrogeni che il testosterone vengono infatti prodotti a partire dal colesterolo. Mantenere quest’ultimo entro i livelli considerati normali, e non va assolutamente inibito con farmaci anticolesterolo, perché’ è importante per garantire all’organismo la possibilità di produrre quantità di ormoni sessuali tali da garantite la buona salute degli organi riproduttivi maschili, il cui funzionamento è regolato sia dal testosterone che degli estrogeni. Quindi l’integrazione di Vitamina D3/A, Vitamina K2 con Boro e silicio sono fondamentali per dirigere questa produzione ormonale soprattutto con il passare degli anni.

Molte donne, con l’ingresso in menopausa possono iniziare ad avvertire dei sintomi tipici, come le vampate di calore, la sudorazione notturna, l’irritabilità e la depressione, i disturbi del sonno e i disturbi intestinali. La diminuzione degli estrogeni circolante limita la capacità del corpo di rimodellare le ossa, ciò può comportare una diminuzione della massa ossea e inoltre vi è un’influenza sui livelli di lipidi nel sangue. Il risultato è il potenziale aumento sia del colesterolo totale che delle lipoproteine a bassa densità (LDL o colesterolo “cattivo”) e una diminuzione delle lipoproteine ad alta densità (HDL o “colesterolo buono”). Anche le funzioni cerebrali come la memoria, e quelle umorali sono influenzate.

Oltre a sicuramente riequilibrare lo stile di vita, l’attività fisica, la nostra alimentazione e l’integrazione nutraceutica, è opportuno dosare i livelli di vitamina D3, profilo lipidico (Lipidomica di membrana) e ormonale (Dhea, estrogeni, testosterone ecc ) del sangue e valutare, insieme al proprio medico, se esistono le condizioni di sufficienza o insufficienza di vitamina D3 e le successive correlazioni di carenze ormonali.

 

Dr Fabrizio Marrone, Farmacista esperto in Nutraceutica.

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