La deplezione del coenzima Q10 rappresenta un tema di crescente interesse nella medicina metabolica e nella nutraceutica cardiovascolare. Questa molecola liposolubile, presente in tutte le cellule dell’organismo, è essenziale per la produzione di energia mitocondriale e per la protezione antiossidante delle membrane cellulari. Quando i livelli di coenzima Q10 si riducono, la funzionalità bioenergetica cellulare può risultare compromessa, con possibili ripercussioni su muscolo, cuore e sistema nervoso.
La cistite rappresenta una delle condizioni infiammatorie più frequenti a carico delle basse vie urinarie, con un’incidenza particolarmente elevata nella popolazione femminile. Si tratta di un disturbo che, oltre ai sintomi acuti come bruciore durante la minzione, stimolo urinario frequente e dolore sovrapubico, tende spesso a presentarsi in forma recidivante, incidendo negativamente sulla qualità della vita e sul benessere generale.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a evidenziare un aspetto estremamente interessante: alcuni individui ultracentenari sembrano possedere un vantaggio biologico naturale capace di rallentare i processi di invecchiamento cardiovascolare. Tra i protagonisti di questa nuova prospettiva emerge una variante del gene BPIFB4, significativamente più frequente nelle persone che superano i cento anni e associata a una migliore protezione del cuore e dei vasi sanguigni.
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